Arte, Magnavacca, Interessante Antica Veduta, Bella Incisione, Originale D'epoca

Arte, Magnavacca, Interessante Antica Veduta, Bella Incisione, Originale D'epoca

Valore stimato — €599.25

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U. MAGNAVACCA

Ubaldo Magnavacca (Modena, 1885-1957)  


"MEMORIE GIGANTI"

 


Interessante edizione antica e d'epoca,

bella raffigurazione, probabilmente veduta di un antico monumento italiano,

 opera originale firmata dal noto artista incisore modenese;


 

misura circa cm.34x28 (l'immagine, esclusi i margini bianchi irregolari o diseguali); incisione originale antica e d'epoca, all'acquaforte o acquatinta, firmata a matita; databile presumibilmente alla prima metà del '900 (circa anni '30?)

 

 




 

DI INTERESSE ARTISTICO, STORICO-LOCALE, DECORATIVO, COLLEZIONISTICO

 

Buona conservazione generale, segni e difetti d'uso e d'epoca, fioriture, sgualciture e difetti vari marginali, margini sporchi e con strappetti,

meritevole di eventuale restauro o almeno 


stampa meritevole di essere inserita sotto passpartout ed incorniciata.


(l'immagine allegata raffigura un particolare dell'intero foglio, eventuali ulteriori informazioni a richiesta)

 

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MAGNAVACCA E LA GRAFICA DA RISCOPRIRE
di Giuliano Pasquesi
ARTE A Pievepelago
Il Resto del Carlino - MO, 23/08/2006

L’estate è occasione per organizzare in Appennino manifestazioni di elevato spessore culturale, altrimenti riservate alle sedi cittadini. Ne è un chiaro esempio la mostra Magnavacca e la grafica che si terrà a Pievepelago da venerdì 25 agosto al 3 settembre nella nuova sala mostre di via Cesare Costa 25. Del modenese Ubaldo Magnavacca (Modena 1885 - Lerici 1957) “maestro del segno” saranno esposte una ventina di acqueforti e acquetinte su iniziativa del Comune di Pievepelago, a cura di Giancarlo Corrado presidente del Club degli Artisti di Modena in collaborazione col centro studi Muratori.
La mostra viene realizzata nell’ambito delle iniziative culturali del Premio Frignano 2006 organizzato da Comune, Accademia dello Scoltenna e Fondazione Cassa Risparmio di Modena L’opera grafica di Magnavacca (“Per il Pane”, “Aratura”, “Absidi del Duomo di Modena e di Nonantola”. Costruttori di pozzi, Rio a Venezia) manifesta tutto il sapere della pratica incisoria del modenese che aveva una straordinaria capacità di lavoro e di esecuzione, da porsi sulle orme di Fontanesi e di Corot. Si dice che egli abbia realizzato, in 20 anni, circa 17mila incisioni nel suo atelier di via Levizzani, godendo dell’ammirazione dei suoi allievi, tra cui Iro Malavasi, Peppino Ascari e Walter Morselli. Un mestiere e un metodo di operare rapido e sicuro che gli veniva riconosciuto anche ai suoi tempi, tanto da essere chiamato per ben cinque volte, alla biennale di Venezia, e alle prestigiose esposizioni di Roma, Milano e Firenze. Iro Malavasi lo ricorda cime “una persona cordiale ed educata, aperta e serena: come insegnante severo che amava non solo la pittura del passato (Michelangelo e Tiziano, il preromantico Magnasco e Rosseau...), ma anche la musica classica e ne conosceva i pregi, ed in particolare come impeccabile disegnatore ed instancabile lavoratore che aveva un metodo di operare rapido e sicuro che, più tardi, porterà anche nei dipinti a spatola.” Piaceva all’artista, già nelle acqueforti e nelle acquetinte, senza indugiare nei particolari, gli audaci rapporti di luce, i contrasti anche violenti, i chiaroscuri forti, in una concezione che privilegiava non la copia della realtà ma il “quadro” nella sua totalità di visione. (dal web)

 

 

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