Filosofia, Teologia, Economia, Sociologia, Contratto Sociale, Raffaelli Baldanzi, 1935

Filosofia, Teologia, Economia, Sociologia, Contratto Sociale, Raffaelli Baldanzi, 1935

Valore stimato — €97.3

Per informazioni su questo oggetto contattami.

ERMINIA RAFFAELLI BALDANZI

 

 



IL PENSIERO RELIGIOSO DI G.G.ROUSSEAU

 

 

 

Firenze, Felice Le Monnier, 1935.

 

Cm.22,5; pp.185; bross.edit. (difetti)

 


Interessante antica edizione,

pubblicazione apparsa per i tipi del noto editore fiorentino Le Monnier,

con una ampia trattazione relativa alla figura del Rousseau;

trattazione di ardua sintesi per la complessità delle argomentazioni ma con all'interno capitoli o riferimenti a:

 La professione di fede del Vicario SAVOIARDO; 

Il problema del male in rapporto a quello dell’immortalità dell’anima; 

La “Natura buona” la “Coscienza” e la “Ragione”; 

Dalla “Professione di Fede” al “Contratto Sociale”; 

La religione civile; 

 Educazione e vita religiosa; 

 I motivi storici del pensiero religioso di Rousseau;

...


 un utile indice dei nomi conclude il volume.


DI INTERESSE FILOSOFICO, LETTERARIO, FILOLOGICO, TEOLOGICO, BIBLIOGRAFICO

Discreta conservazione generale, segni e difetti d'uso e d'epoca, sparse fioriture o bruniture e difetti vari marginali o così come visibili nelle immagini allegate; 

(le immagini allegate raffigurano alcuni particolari dell'intero volume, eventuali ulteriori informazioni a richiesta)


######

dal web: 

Nacque a Ginevra nel 1712, da una famiglia calvinista di piccoli artigiani. La madre morì nel darlo alla luce. A dieci anni dovette lasciare Ginevra con il padre, che stava per essere arre stato perché coinvolto in una rissa. Affidato alle cure di uno zio, fu avviato al mestiere di incisore. A sedici anni fuggì in Savoia, chiese aiuto a un parroco cattolico che lo presentò alla giovane svizzera Madame de Warens: questa lo persuase a recarsi a Torino e a farsi cattolico. Poco dopo divenne sua amante. Nel 1740, dopo dieci anni di unione, lasciò la sua protettrice, andò a Lione e poi a Paris (1742). A Paris fece vari mestieri, e conobbe la generazione degli illuministi. Fu amico di Diderot e di Condillac. Ha una lunga relazione con la cucitrice Thérèse Levasseur, che sposò più tardi, e che gli diede alcuni figli, tutti lasciati all'ospizio dei tro vatelli. Nel 1750 vinse un concorso dell'accademia di Digione con il "Discorso sulle scienze e sulle arti" che rispondeva in modo negativo alla questione "se il progresso delle scienze e delle arti abbia contribuito a migliorare i costumi". Iniziò così la sua carriera letteraria.


Nel 1756-1757 fu ospite di Madame d'Epinay, all'Ermitage, un padiglione che sorgeva nel parco del castello della Chevrette, presso Montmorency. Ha un breve periodo felice, anche se reso inquieto per l'amore con ricambiato per Madame d'Houdetot. A questi anni risale la rottura con Diderot e con gli altri illuministi. Aveva collaborato all'"Encyclopédie", ma entrò in polemica con Voltaire, cui indirizzò una "Lettera sulla provvi denza" (1756), e con d'Alembert cui indirizzò la "Lettera sugli spettacoli" (1758). Interrotto ogni rapporto, si ritirò in campagna, sempre presso Montmorency, ospite del Maresciallo di Luxembourg. Trascorse qui alcuni anni di intenso lavoro. Le sue opere scatenarono violente reazioni: sia da parte di Voltaire e dei "philosophes", sia dall'arcivescovo di Paris e dal Parlamento. Ciò portò all'arresto di Rousseau.


Egli si convinse di essere vittima di un complotto ordito dai suoi ex amici. Fuggito in Svizzera, nell'autunno 1765 vive sull'isola di Saint-Pierre, in mezzo a un lago (a pochi chilometri da dove viveva in quegli anni l'odiato Voltaire, al castello di Ferney). Riparò nel 1776 in In ghilterra, dove gli diede ospitalità Hume. Anche i rapporti con Hume si incrinarono. Rientrato in Francia, continuò a scrivere e a guadagnarsi da vivere facendo il copista di musica. Morì, in seguito a una improvvisa malattia, nel castello di Ermenonville [Oise], dove si era recato su invito del marchese de Girardin. Era il 1778.


In tutte le opere, politiche pedagogiche autobiografiche letterarie, è sempre una stessa personalità, una stessa visione del mondo. Al gruppo degli scritti autobiografici appartiene il fondamentale Le confessioni (Les confessions). Tra gli scritti politici importantissimo è "Il contratto sociale" (Le contrat social, 1762) ovvero: "Du contrat social, ou principes du droit politi que", stampato a Amsterdam da Marc Michel Rey.


Tra narrativa e saggistica si colloca il romanzo pedagogico Emile o Dell'educazione (Emile ou De l'éducation, 1762), stampato a Amsterdam da Jean Néaulme.


Tra le opere più propriamente letterarie è il romanzo La nuova Heloise (La nouvelle Héloïse, 1761). In realtà il titolo completo è "Julie o la nuova Héloise, lettere di due amanti abitanti di una cittadina ai piedi delle Alpi", ma è prevalso nella consuetudine l'altro titolo più corto. E' un romanzo in forma epistolare. L'azione si svolge in Svizzera sulle rive del lago Lemano. Attra verso la corrispondenza tra Julie d'Etanges, il suo precettore Saint Preux e la cugina di Julie, Claire, è la storia di una pas sione. Saint Preux si accorge di amara Julie e vorrebbe rinunciare all'incarico di precettore: il padre di Julie non acconsentirà mai a farle sposare un uomo senza fortuna e senza nobiltà. Ma anche Julie lo ama, invano ammonita dalla saggia Claire. Dopo un tentativo di separazione, Saint Preux si stabilisce a Meillerie, sui monti, di fronte alla cittadina di Julie: i due giovani si incontrano segretamente. Claire richiama Saint Preux. Lord Bomston, in inglese amico di Saint Preux cerca di perorare la causa dei due presso il padre di Julie, che però ha una reazione violenta: Saint Preux è costretto a partire. Julie, dopo un po', accetta con il consenso di Saint Preux il marito propostole dal pa dre, Monsieur de Wolmar. Julie, a Clarens, è serena accanto al marito, nascono due figli. Monsieur de Wolmar invita Saint Preux a vivere con loro. Dopo una lunga lotta con sé stesso, Saint Preux parte. Durante una passeggiata, il figlio di Julie cade nel lago. Julie si butta nell'acqua e lo salva, ma si ammala grave mente. Richiamato da Claire, Saint Preux accorre. Prima di morire Julie gli chiede di rimanere nella sua casa a occuparsi dell'educazione dei suoi figli.

Tutta l'opera è una autobiografia. Dalla prima piccola opera giovanile nota con il titolo "Épître à Monsieur Parisot" (1742), fino all'ultima incompiuta "Rêverie" scritta a Paris nell'aprile 1778 due mesi prima della morte, tutta la scrittura di R. ha l'obiettivo dello scavo interiore del proprio io. Politicamente questo si traduce nella sua difesa dei diritti politici: uguaglianza, giustizia non sono fini assoluti, ma condizioni necessarie e garanzia perché ciascuno liberamente gioisca del proprio patrimonio più prezioso. Alle formule moderate dell'illuminismo riformista, R. espose l'intransigenza delle sue affermazioni: il concetto di sovranità popolare, l'analisi dell'origine della diseguaglianza, la contestazione del diritto di proprietà (ma revisionato nel "Contrat"), la visione del progresso storico che non è gaudiosa ascesa ma percorso pietroso, fasciato di ombre, fonte di guadagni avari che non sempre pareggiano i sanguinosi oneri: "Avevo visto che tutto dipende essenzialmente dalla politica" (Confessions). Ma proprio per questo l'impegno di R. è tutto volto alla difesa del diritto dei singoli. Di qui anche gli scontri e i sospetti verso gli altri illuministi e contemporanei: Voltaire, Grimm, Hume ecc., in difesa di una strenua volontà di autonomia, il rifiuto di ogni conformismo alienante (oltre che una certa propensione psicologica all'isolamento e alla mania di persecuzione). L'opposizione tra io e gli altri, così ossessiva nelle ultime pagine e nei concitati e angosciati "Dialogues", hanno l'obiettivo di cercare di salvaguardare i diritti dell'io, esaltando, in una età proiettata verso beni e valori tangibili, gli impulsi più irrazionali, la memoria, la gioia dei sentimenti e delle sensazioni, la riscoperta della natura, la funziona benefica delle illusioni: "la sorgente della felicità è dentro di noi..."


Centrale per R. è il problema dell'uomo e della natura, nel loro reciproco rapporto e in rapporto con la civiltà. In questa, attraverso un esame critico dei prodotti del progresso e dell'arte, R. individua la genesi di tutti i mali, attribuendone la sola responsabilità all'uomo e agli squilibri sociali. In ciò giunge a conclusioni nuove rispetto alla sua epoca. Per R. la società è luogo di corruzione e snaturamento. Non ne nega le conquiste. Ma registra implacabilmente quello che in essa si perde. Tutta la sua riflessione è il tentativo di trovare un superamento di queste contraddizioni, le condizioni che permettano di riconciliare individuo e società, armonizzandoli con la natura. R. ha trasmesso alla letteratura successiva due temi fondamentali, "il paesaggio interiorizzato" e "la poesia del ricordo": entrambi sono riconducibili alla sua appassionata esplorazione dell'io che, rispetto all'orientamento estroverso e socio-politico dell'illuminismo ufficiale, proietta la sua scrittura verso l'intimismo e l'individualismo che saranno poi romanticisti. Quando uscirono "Le confessioni", alcuni critici si stupirono che R. si soffermasse a narrare episodi insignificanti e meschini: proprio dando importanza a quello che appariva privo di contenuto, cioè al sentimento, agli intenerimenti della memoria, alla privata individualità, R.crea un'opera rivoluzionaria. Sulla sua strada è, nel XIX e XX secolo la mitografia della natura e della memoria.


Il 28-giu-17 alle 01:19:50 CEST, il venditore ha aggiunto le seguenti informazioni sull'oggetto:

Filosofia, Teologia, Economia, Sociologia, Contratto Sociale, Raffaelli Baldanzi, 1935