Abruzzo, Dannunziana, Gabriele D'annunzio, Novelle Della Pescara, Ofena, Amalfi, 1914

Abruzzo, Dannunziana, Gabriele D'annunzio, Novelle Della Pescara, Ofena, Amalfi, 1914

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GABRIELE D'ANNUNZIO

 

LE NOVELLE DELLA PESCARA

 

Milano,Treves, 1914

Cm.19, pp.466, bross.edit.(difetti)

 

Interessante edizione antica e d'epoca,

volume comprendente alcune scritti del celebre poeta e letterato abruzzese,

con all'interno:

 LA VERGINE ORSOLA, LA VERGINE ANNA, GLI IDOLATRI, L’EROE, LA VEGLIA FUNEBRE, LA CONTESSA D’AMALFI, LA MORTE DEL DUCA D’OFENA, IL TRAGHETTATORE, L’AGONIA, LA FINE DI CANDIA, LA FATTURA, I MARENGHI, LA MADIA, MUNGIA’, LA GUERRA DEL PONTE, TURLENDANA RITORNA, TURLENDANA EBRO, IL CERUSICO DI MARE;

 

DI INTERESSE LETTERARIO, CULTURALE, STORICO-LOCALE, COLLEZIONISTICO, BIBLIOGRAFICO

Buona conservazione generale, segni e difetti d'uso e d'epoca, sparse fioriture e difetti vari marginali.

(l' immagine allegata raffigura un particolare dell'intera copertina anteriore, eventuali ulteriori informazioni a richiesta)

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 Ricavato dalla fusione di alcune raccolte precedenti, è l'ultimo episodio della carriera di D'Annunzio come novelliere. Dal Libro delle vergini fu scelta la novella Le vergini (mutandone il titolo in La vergine Orsola); due bozzetti provengono dal volumetto I violenti; le restanti quindici novelle - alcune delle quali passate attraverso Gli idolatri ripropongono testi del San Pantaleone.

Libro programmaticamente composito, le diciotto novelle ritrovano unità e coerenza in ordine ai temi, disparati, ma legati dal filo rosso della malattia e della violenza, della sensualità (che, non di rado, diventa sessualità) morbosa, della follia e della morte, di cui sono protagonisti personaggi unici, "eroi" che spiccano su uno sfondo corale e popolare. La vergine Orsola, per esempio, che dà il titolo alla prima novella, non è altro che un'esasperata analisi della "fisiologia" dell'anima della malata. Anche il secondo racconto, La vergine Anna, descrive una lunga serie di malattie, convalescenze, guarigioni, ansie di vita e timori di morte, dentro ai «sommovimenti» di un'anima semplice e schietta come quella di Anna. Il personaggio di Anna rimane sempre al centro di una popolare e mediocre vicenda "abruzzese" destinata a finire, anch'essa, in un'atroce scena di morte. Il modello narrativo dei francesi sembra ispirare un po' tutte le novelle. Così è per L'eroe, il brevissimo racconto giocato tutto sull'effetto tragico della perdita della mano dell'Ummàlido Anche nella più complessa novella La morte del duca di Ofena l'attenzione del narratore rimane centrata sulle vicende del protagonista Si nota la ricerca di un più alto grado discorrevolezza narrativa, ma i personaggi restano confinati in una sorta di bozzettismo regionale: siano essi gli ottusi e abbrutiti contadini o pastori dell'Abruzzo rurale, siano gli aristocratici o borghesi irrimediabilmente segnati da un destino di corruzione e degrado, in ogni caso rimangono bloccati in una sorta di tensione verso il riscatto, destinata a rimanere tale, a non tradursi mai in azione.
Le novelle di D'Annunzio, già dal loro primo apparire, hanno fatto parlare di un apprendistato letterario di matrice veristica e naturalistica, verghiana e capuaniana da una parte, zoliana e maupassantiana dall'altra.

«Le novelle costituiscono, in conclusione, un'esperienza, per D'Annunzio, decisiva quanto all'apprendimento delle tecniche narrative del verismo e del naturalismo, ma già inserendo in esse l'oltranza della violenza, della crudeltà, dello scatenamento degli istinti animaleschi, dell'unione di sesso e morte e, nei momenti più significativi, anche il senso della condizione tragica dell'eroe». (dal web)

 

Abruzzo, Dannunziana, Gabriele D'annunzio, Novelle Della Pescara, Ofena, Amalfi, 1914