Abruzzo, Sulmona, Ovidio, Sicilia, Pitagora, Sparta, '700

Abruzzo, Sulmona, Ovidio, Sicilia, Pitagora, Sparta, '700

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PUBLIO OVIDIO NASONE

 

 

 

OPERUM

 

 

 

 

Venezia, Costantini, 1779

 

Cm.24, pp.598, piena pergamena coeva (difetti)

 

 

 

Interessante antica edizione veneziana,

 secondo volume ed unico volume disponibile delle opere di Ovidio, volume comunque con trattazione a sè stante, in bella antica legatura,

opera pure arricchita dal ritratto dell'autore inciso in xilografia al frontespizio.

 

Edizione curata da Daniele Crispino, con i quindici libri delle METAMORFOSI il cui contenuto è utilmente descritto in una sommario iniziale, libro per libro, con citazione di innumerevoli nomi e fatti, ....dall'origine dell'Uomo a episodi storico-mitologici, Achille, la descrizione della Sicilia, Pitagora, le rovine di Troia, l'origini di Roma, Sparta, Esculapio,....

 

DI INTERESSE STORICO LETTERARIO CULTURALE STORICO-LOCALE MITOLOGICO  BIBLIOGRAFICO

 

Buona conservazione generale, segni e difetti d'uso e d'epoca, diffuse fioriture, rottura al tassello del dorso.

 

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Metamorfosi (Metamorphoseis) è un poema epico di Publio Ovidio Nasone che racchiude la maggior parte delle storie e favole mitologiche dell'antichità, narrando le vicende e le leggende.

 Il capolavoro di Ovidio, ultimato poco prima dell'esilio, contiene più di 200 favole di trasformazioni, dal Caos all'apoteosi di Cesare e Augusto. Vi si trova tutta la storia mitica del mondo, ma riorganizzata da Ovidio in una serie di racconti continuati. Il criterio generale di compilazione segue l'ordine cronologico, ma molto spesso Ovidio introduce eventi anteriori al fatto narrato o posteriori, collega le storie in base a rapporti familiari, elabora i racconti secondo affinità o diversità. Insomma si tratta di un racconto mosso e articolato, talvolta al limite dell'artificio, che mostra l'abilità stupefacente del poeta di legare tra di loro storie che apparentemente non hanno un filo logico comune. L'unico principio unificatore è la metamorfosi. Tra gli strumenti adottati dal poeta vi è il racconto nel racconto, grazie al quale il poeta trasforma i personaggi "narrati" in personaggi "narranti" che raccontano vicende proprie o altrui. 

L'opera è composta da più di 12.000 versi e forma una raccolta di duecentoquarantasei favole (è un componimento letterario breve, narrativo, che fornisce un insegnamento di carattere morale) metamorfiche che racconta tutte le leggende della mitologia greca e romana. Sono disposte in ordine cronologico, dalla trasformazione del Caos (è lo stato primordiale di esistenza da cui emersero gli dei) in un universo organizzato, fino alla trasformazione in stella di Gaio Giulio Cesare mediante l'utilizzo di cornici letterarie (azioni in luogo definito che rendono comprensibile o lineare lo svogimento di un racconto). Si tratta di un enorme poema, privo di un protagonista; o meglio, che ha il suo "protagonista" in un concetto astratto: quello della mutazione. La notevole varietà della composizione, non permette un riassunto organico, ma, in questa massa di storie e di personaggi, si delineano figure espressive, rimaste a ragione immortali. L'opera rimane però frammetaria, come una sorta di arazzo affascinante in cui molte parti delle letterature greca e latina sono utilizzate e rifuse con unità di stile ma non di disegno. I modelli principali si possono ritrovare in Omero e Virgilio, per quando riguarda l'uso dell'esametro, ma da Virgilio prende ancora i miti di Enea e il tema encomiastico. Altri modelli possono essere visti in Antigono e Nicandro soprattutto per quanto riguarda i contenuti. (dal web)

Abruzzo, Sulmona, Ovidio, Sicilia, Pitagora, Sparta, '700