Arte, Satira, Folklore, Processione Della Gargouille, Antica Stampa, D'epoca, '800

Arte, Satira, Folklore, Processione Della Gargouille, Antica Stampa, D'epoca, '800

Valore stimato — €139.3

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"LA PROCESSION DE LA GARGOUILLE"

 

 

 

 

Interessante edizione antica e d'epoca,

bellissima raffigurazione di una festa popolare animata da numerosissimi personaggi e popolani molti dei quali chiaramente caricaturati, con visi quasi informi, uomini e donne e bambini, con un corteo processionale e una architettura monumentale forse religiosa;

 

il tutto così come da un dipinto dell'artista (francese ?) C. BOULANGER, su disegno di CHALLAMEL, per il Salon (parigino ?) del 1837;

 

 

incisione originale litografica, misura circa cm. 29x20 (l'intero foglio, a margini bianchi diseguali), circa cm.20x14 la sola parte figurata; impressa a cura di L. DE BERNARDET FREY; in origine probabilmente stampa apparsa come tavola illustrativa f.t. di una pubblicazione storico-artistica francese della metà dell'800(l'Artiste) 

 

 

 

DI INTERESSE ARTISTICO, STORICO, FOLKLORICO, SATIRICO, COLLEZIONISTICO, DECORATIVO

 

 

Buona conservazione generale,  segni e difetti d'uso e d'epoca, diffuse fioriture e difetti vari marginali,

 

stampa meritevole di essere inserita sotto passpartout ed incorniciata.

 

 

(l'immagine allegata raffigura un particolare dell'intero foglio, ossia la sola parte figurata, eventuali ulteriori informazioni a richiesta)

 

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Gargolla e garguglia vengono dal francese gargouille che a sua volta deriva dal latino gurgulio, -onis, termine onomatopeico collegato al gorgoglìo dell'acqua che passa attraverso un doccione. L'inglese gargoyle ha lo stesso etimo.

Dal punto di vista architettonico una gargolla ha in genere la funzione di doccione, cioè è la parte finale di un sistema di scarico per l'acqua piovana che si protende da un cornicione o da un tetto, con lo scopo di far defluire l'acqua piovana, impedendo che questa, scorrendo lungo i muri li danneggi o penetri nelle fondazioni.

A partire dal X-XI secolo iniziò a diffondersi in Europa l'utilizzo della pietra per il doccione. L'epoca in cui si raggiunse il maggior utilizzo di gargolle iniziò a partire dal XIII secolo e verso la fine del secolo si cominciò a fare uso di caricature e figure grottesche. Nel corso del tempo divennero sempre più elaborati: inizialmente veniva scolpito solo il busto dell'animale o della creatura fantastica, in seguito si scolpì l'animale intero, spesso avvinghiato con gli artigli all'edificio. Spesso raffiguravano draghi o leoni e di solito l'acqua scorreva lungo la schiena o all'interno della figura per defluire poi dalla bocca.

La spiritualità visionaria medioevale creò gargolle di ogni sorta, da figure demoniache a facce gioconde, fino a creature metà uomini e metà bestie. La simbologia delle gargolle è complessa e attinge dalle Sacre Scritture e dall'universo pagano. Il retaggio delle creature ibride greche e egiziane si mischiò nel medioevo all'universo mitico dei bestiari come Il Fisiologo, libri illustrati con descrizioni di animali fantastici di terre lontane. Gli artisti influenzati da tali testi scolpirono dei doccioni bestiali e affascinanti. Le caratteristiche degli animali immaginari furono reinterpretate in chiave cristiana. Alcuni studiosi hanno teorizzato che le gargolle siano state utilizzate come guardiani delle chiese per tenere lontano i demoni. Altri pensano che questi doccioni simboleggiassero demoni, da cui i passanti avrebbero trovato scampo in chiesa.

Una leggenda francese parla di un drago chiamato Grand'Goule, che possedeva ali e corpo da rettile; viveva in una caverna nei pressi della Senna e si placava soltanto con offerte sacrificali annuali. Intorno al 600 giunse a Rouen un sacerdote di nome Romano (futuro arcivescovo di Rouen e santo), che promise di liberare il paese dal drago in cambio della conversione di tutti i cittadini e la costruzione di una chiesa. Romano sottomise il mostro con il segno della croce ed esorcizzandolo, e lo portò fuori dal paese legato a un guinzaglio fatto con la sua tonaca. Gargouille fu bruciato su un rogo, ma il collo e la testa non bruciarono e vennero perciò staccati dal corpo e posti sulle mura di Rouen, divenendo così il modello per le gargolle.

La Disney ha usato tre chimère (erroneamente indicate come gargoyles) quali partner umoristici nel film d'animazione Il gobbo di Notre Dame del 1996, dando loro i nomi Victor, Hugo e Laverne. Inoltre ha prodotto una serie animata per la tv intitolata Gargoyles (1994-1997), i cui protagonisti sono esseri antropomorfi di grande stazza. Gargoyles compaiono anche nel film Notre Dame, con Charles Laughton nella parte di Quasimodo; in Batman, con Jack Nicholson nella parte di Joker, e in Armageddon - Giudizio finale, con Bruce Willis, nella scena della distruzione di Parigi da parte del meteorite. (dal web, wiki)

 

The gargouille (known as Garguiem), not to be confused with gargoyle, was allegedly a serpent-like water-spouting dragon that appeared in the Seine River in France. It was said to terrorize boats and flood the land. In the legend, Saint Romain, the archbishop of Rouen, lured the monster to shore using a convict, and then made a cross with his fingers to tame the monster. He then led it into town where it was slaughtered. Some accounts said it was burned. The accounts of burning said that neither the monster's head or neck would burn, so they were mounted on the town's cathedral to display God's power.

The creature was then said to have been carved onto buildings to be used as a water drainage, therefore creating the modern gargoyle. It is similarly accounted that they have no relation other than their water-spouting abilities, leading to the words' similarities (the word gargouille is used for both in French, though).[citation needed]

The taming and destruction of the creature are similar to that of the Tarasque and Peluda.(dal web, wiki)

 

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