Arte, Viaggi, Raro Illustrato, Bucci, Viani, Sacchetti, Galli

Arte, Viaggi, Raro Illustrato, Bucci, Viani, Sacchetti, Galli

Valore stimato — €209.3

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LUIGI BARZINI

 

QUA' E LA' PER IL MONDO

RACCONTI E RICORDI

 

Milano, Hoepli, 1916

Cm.23, pp.410, s.l.

 

Pregevole antica raccolta di scritti di uno dei più prolifici e dotti scrittori del Novecento, scrittore e artista, uno degli autori delle belle illustrazioni che corredano tutto il volume.

 

L'AMPIO APPARATO ILLUSTRATIVO CONSTA DI "40 INCISIONI E 33 TAVOLE", DEGLI ARTISTI:

BARZINI, SALVADORI, BELTRAME, SACCHETTI, GALLI, VIANI, FERRAGUTI, BUCCI, SANDRI, LANDI.

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Luigi Barzini senior (Orvieto, 7 febbraio 1874 - Milano 1947) noto giornalista, primo corrispondente di guerra italiano e scrittore.

Luigi Barzini inizia la sua carriera nel 1898 come redattore di testate minori, il Capitan Fracassa e poi il Fanfulla, editi a Roma. Lo nota Luigi Albertini, direttore del Corriere della Sera che lo vuole come collaboratore.

Per il Corriere, nel 1900 è corrisponende di guerra in Cina, dove è testimone della Ribellione dei Boxer e si distingue per l'abilità con cui raccoglie notizie di prima mano.

Nel 1907 accompagna il Principe Scipione Borghese nella famosa competizione automobilistica di primo secolo da Pechino a Parigi (istituita dal giornale francese Le Matin) vincendola dopo aver viaggiato attraverso regioni e genti in Siberia ad in Russia che non avevano mai visto un'automobile prima di allora. Di quest’avventura scrive un racconto fotografico che diviene famoso in tutto il mondo, La metà del mondo vista da un'automobile. Da Pechino a Parigi in sessanta giorni, pubblicato nel 1908 contemporaneamente in undici lingue. L'editore, Ulrico Hoepli lo definisce unraid editoriale oltre che automobilistico.

Negli anni '20 Barzini abbandona il Corriere per recarsi negli Stati Uniti, dove dirige il quotidiano italo-americano Corriere d'America dal 1923 al 1931. Torna in Italia e guida il Mattino dal 1932 al 1933. L'anno successivo è nominato senatore nel 1934, compromettendosi con il regime dell'epoca.

Nel 1908 ha un figlio che chiama con il suo stesso nome (vedasi Luigi Barzini Junior) che inizia all'arte del giornalista e che diverrà anch'egli noto, soprattutto negli Stati Uniti.

Alla caduta del fascismo, accetta la presidenza della Stefani, l'agenzia di stampa organo ufficiale della Repubblica di Salò. Dopo la liberazione ciò gli costa l'isolamento. Vive gli ultimi anni a Milano, dove muore nel 1947, nell'indigenza.

A suo nome è stato istituito nel 1996 il premio giornalistico Premio Luigi Barzini all'inviato speciale.

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 Anselmo Bucci
( Fossombrone 1887- Monza 1955)
Esponente del Gruppo Novecento, rimase fedele ad una figurazione post-impressionista.

Inizia a dipingere giovanissimo e compie gli studi classici in Veneto, dove la sua famiglia si era trasferita. Nel 1905 si iscrive all'Accademia di Brera, a Milano, ma gia' nel 1906 va a vivere a Parigi. Qui, dopo un periodo iniziale di terribili stenti ("Sono arrivato a Parigi nel 1906. Ho fatto il primo pasto nel 1910" scrivera' lui stesso) viene apprezzato da critici come Apollinaire e Salmon. Le sue incisioni di Paris qui bouge (Parigi in movimento) sono stampate da Devambez, un importante editore parigino.
In questo periodo vive a Montmartre, dove frequenta Modigliani, Severini, Picasso, Utrillo, Dufy e altri artisti. Conosce da vicino le ricerche delle avanguardie, ma rimane fedele a una figurazione post-impressionista, che racchiude anche memorie della classicita' italiana.
Nel 1912-13 si allontana da Parigi, compiendo in Sardegna, in Africa, nel Sud della Francia lunghi viaggi, di cui rimane traccia nella sue opere.
Nel 1914, allo scoppio della guerra, si arruola volontario nel "Battaglione Ciclisti" insieme con Marinetti, Boccioni, Sant'Elia e altri futuristi. Diventa uno dei piu' prolifici "pittori di guerra".
Intorno al 1919-20 la sua ricerca matura una svolta classica. Pur senza abbandonare i contatti con Parigi, e si avvicina alla cerchia della scrittrice Margherita Sarfatti. Nel 1922, insieme con Sironi, Funi, Dudreville, Malerba, Marussig, Oppi fonda il gruppo del Novecento, animato dalla stessa Sarfatti. Il nome del gruppo si deve proprio a Bucci. Nel 1926 partecipa alla I Mostra del Novecento Italiano.
Gradualmente, pero', si stacca dal gruppo, e negli anni trenta torna a impostare la sua ricerca su un naturalismo dai delicati cromatismi. Dal 1928 al 1942 espone a tutte le Biennali di Venezia e alle mostre sociali della Permanente. Nel 1929 espone con Aldo Carpi alla Galleria Pesaro. Ceschina pubblica il volume Il pittore volante, premiato al Viareggio del 1930. Collabora con dipinti, progetti di arredo e decorazioni all'allestimento di piroscafi italiani. Alla metà degli anni Trenta entra in rapporto con la quadreria Cesarini di Fossombrone. Espone alla rassegna delle opere offerte dal senatore Borletti al Jeu de Paume. Vince il premio Fradeletto alla XX Biennale. Del 1938 è l'affresco a Palazzo di giustizia di Milano. È pittore di guerra durante il secondo conflitto che illustra in dipinti, disegni e litografie nel 1940-41. Nel 1942 a Milano pubblica Marinai e il Libro della Bigia. I bombardamenti del '43 distruggono il suo studio. Bucci si trasferisce a Monza. Nel 1945 fonda la Federazione degli artisti indipendenti. Espone alle Biennali del 1948 e 1950. Retrospettive postume alla Biennale di Venezia e all'Arengario di Monza con presentazione di U. Nebbia nel 1957.
Bucci e' stato anche scrittore (nel 1930 vince il Premio Viareggio con Il pittore volante).
Inesauribilmente varia nei temi, percorsa spesso da un sottile senso di ironia, la pittura di Bucci e', come egli amava dire, la ricerca "del vero, aureolato di poesia". "Non ho mai cercato di mentire in uno stile, ma di dire la verita' in lingua corrente " ha scritto lui stesso.
Anselmo Bucci muore a Monza nel 1955.

 

BIBLIOGRAFIA: R. Bossaglia (a cura) Il Novecento italiano 1923-1833, Palazzo della Permanente, Milano 1983; C. A. Petrucci, Le incisioni di Bucci, Calcografia Nazionale, Roma  1954.

 

ESPOSIZIONI: Monza, 1957, Arengario, Bucci; Monza 1979, Pittura a Monza dall’ Appiani a Bucci,   Milano, 1980, La Metafisica: gli anni venti e le nuove tendenze a Milano, Macerata 1999, Un artista marchigiano fra modernità e classicità :  Anselmo Bucci; Fossombrone 2003, Anselmo Bucci.

 

OPERA DI INTERESSE CULTURALE, ARTISTICO E BIBLIOGRAFICO

Discreta conservazione generale, difetti d'uso o d'epoca, ampie gore che interessano il volume in più parti, spesso poco visibili, più visibile alla antiporta per la diversa qualità della carta; non presente la tavola f.t. con l'incisione del Bucci; opera eventualmente meritevole di rilegatura.

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