I Papi Della Storia, Damaso I, Raro Antico Ritratto, Araldica, Bella Incisione, '500

I Papi Della Storia, Damaso I, Raro Antico Ritratto, Araldica, Bella Incisione, '500

Valore stimato — €139.3

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DAMASO PRIMO



Interessante antica edizione,

con raffigurazione del ritratto del noto antico pontefice;


 misura circa cm.16x13 (la sola parte figurata), su foglio di circa cm.22x16 (l'intero foglio, a margini bianchi rifilati diseguali in antico); incisione originale antica, all'acquaforte e xilografica (praticamente una doppia incisione essendo state utilizzate due matrici, una in rame per il ritratto vero e proprio, e una in legno per la cornice che contorna il ritratto); in origine edita quale tavola illustrativa di una pubblicazione specialistica, probabilmente della fine del '500; 

con stemma araldico o pontificio impresso in alto a destra.



 

DI INTERESSE ARTISTICO E COLLEZIONISTICO


Buona conservazione generale, segni e difetti d'uso e d'epoca, sparse fioriture e difetti vari marginali e così come visibili nelle immagini allegate; incisione ben impressa, nitida e raffinata, ancora su foglio originario (foglio originario estratto dalla pubblicazione dell'epoca, impresso al recto e con scritte impresse al verso);

stampa meritevole di essere inserita sotto passpartout ed incorniciata.

(le immagini allegate raffigurano alcuni particolari dell'intero foglio, eventuali ulteriori informazioni a richiesta)


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dal web:

DAMASO I, spagnolo (366-384)

"Da qui in avanti la storia di Caino ed Abele si ripercuoterà, sulla religione cristiana, sino ai giorni nostri. Così come il bene ed il male e la vittoria del potere sulla spiritualità, ovvero sui tre canoni del diritto romano prima e poi sui Dieci Comandamenti".
Damaso fu eletto dal popolo e soprattutto dalle "matrone" romane il 1° ottobre del 366, nella basilica di San Lorenzo in Lucina, alla presenza del vescovo di Ostia. Di nobile famiglia Iberica, imparentata con la gens romana non ebbe molte difficoltà a far breccia nei cuori della gente, nonostante fosse stato schierato con Felice II l'ariano.
In contrapposizione 7 preti e 3 diaconi deliberarono la consacrazione a pontefice di Ursino, diacono popolano romano, nella basilica di Santa Maria in Transtevere, facendolo benedire dal vescovo Paolo di Tivoli.
Damaso, forte delle sue introduzione si scagliò contro gli "eretici" confortato da truppe imperiali. Sulla scena rimase solo la morte, con 137 vittime (un'enormità per l'epoca).
Ursino riuscito a sfuggire alla persecuzione fu condannato all' esilio, tentò più volte il rientro ma non fu mai più riammesso.
Con Damaso vi fu una totale decadenza dei costumi e della morale, portando la chiesa cattolica sul terreno del potere anzichè quello della spiritualità e della carità, così come intesa dal "Redentore".
Con il concilio di Roma del 382 il pontefice proclamò: "la santa chiesa di Roma ha la precedenza su tutte, non grazie alla deliberazione di questo o quel concilio ma perchè, il primato le fu conferito da nostro Signore e Salvatore".
Ma le prediche venivano tenute per la maggior parte dalla casa della patrizia Marcella sull'Aventino, piuttosto che dalle cattedrali o chiese.
A Damaso si deve comunque un'opera di grande fervore artistico e mecenatico. Con Lui, San Girolamo riusci a "revisionare" i Vangeli trasponendoli in latino.
Il pontefice morì il giorno 11 dicembre del 384 e rimase ignota la sua sepoltura.(dal web)

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