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Euterpe, Egitto, Nilo, Fascino Egiziano, Erodoto, Artom, 1945

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ERODOTO

 

 

 

 

EUTERPE O L’EGITTO

 

 

 

Torino, Einaudi, 1945.

 

Cm.18, pp.89, bross. edit. ill.

 

 

 

Interessante edizione d'epoca, a cura di Emanuele Artom, relativa a storia e costumi della civiltà egiziana,

con la Valle del NILO nelle sue caratteristiche geografiche, perché “a causa del clima eccezionale e del fiume, che ha un carattere diverso dagli altri fiumi, gli Egizi hanno fissato la maggior parte delle usanze e delle leggi in modo opposto a quello degli altri uomini”;

 

quasi precorrendo il pensiero degli Illuministi, con una intuizione d’altra parte comune ai posteriori storici classici, Erodoto riconosce l’influenza del paese sulla popolazione e con lo studio dell’uno introduce lo studio sull’altra.

La descrizione dell’Egitto è seguita da quella degli usi e dei costumi degli Egiziani e infine dal racconto della loro storia, dai primi agli ultimi Faraoni; un racconto costituito da immaginose leggende, che lasciano libera espressione alla fantasia del narratore e talvolta richiamano quelle novelle delle Mille e una notte, che dopo secoli saranno raccolte nella stessa terra.

 

Erodoto aveva subito il fascino che la vetusta civiltà faraonica esercitava sui Greci e ne aveva tratto ispirazione per comporre le sue pagine più fresche, più suggestive, più artisticamente compiute. Bisogna apprezzare inoltre la sua grande imparzialità, che illumina quel vigile senso di amore per l’esattezza che domina tutta la narrazione: nella scrupolosa distinzione fra quanto l’autore riferisce per aver visto direttamente e quanto riferisce per aver sentito raccontare, e nel tenace sforzo con cui cerca sempre di rendersi conto della realtà dei fatti attraverso ragionamenti. Questi, se pure possono portare a risultati sbagliati per mancanza di nozioni, sono sempre acuti e ingegnosi, come quelli sulla causa delle piene e sul corso del Nilo o sull’origine dell’oracolo di DODONA.

 

Così avviene che spesso il rispetto per le tradizioni e le opinioni si mescoli e sia discordante con l’esigenza di un metodo razionalistico. Com’è naturale, questo contrasto appare soprattutto nel campo religioso, su cui particolarmente verte l’interesse dell’autore, il quale ora dichiara di pensare che sugli dei tutti gli uomini sanno lo stesso, e sembra voler dire che non ne sanno nulla; ora, esaminato criticamente il mito di Eracle, invoca la benevolenza degli dei e degli eroi; ora fa risalire a Esiodo e ad Omero l’istituzione di varie credenze religiose, attribuendo ad esse un’origine recente e umana; ora vede nella divinità una forza ineluttabile, che perseguita i mortali senza giusta ragione.

 

Il lettore moderno coglierà in questo urto tra superstizione e spregiudicatezza un diretto documento della evoluzione del pensiero greco, in quella età dei sofisti, che prepara il rigore scientifico di Tucidide e la critica negatrice e innovatrice di Euripide e di Socrate.

 

OPERA DI INTERESSE CULTURALE STORICO-LOCALE GEOGRAFICO FOLKLORICO BIBLIOGRAFICO

 

Buona conservazione generale, usuali segni e difetti d'uso o d'epoca.

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