Mantova, Gonzaga, San Luigi, Biografia, Con Tavole A Colori

Valore stimato —108.5

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PIERO BARGELLINI

 

 

IL GIGLIO DEI GONZAGA

 

SAN LUIGI

 

 

 

Firenze, Fontelucente (Vallecchi), 1947.

 

Cm.20,5; pp.118; bross.edit. con sovraccopertina ill. (sciupata)

 

Interessante antica edizione,

bella biografia di San Luigi Gonzaga a cura del noto storico fiorentino Piero Bargellini,

pubblicazione impreziosita da numerose tavole a colori fuori testo eseguite dall'artista illustratore Dario BETTI, illustranti vari momenti della vita del santo sin dalla sua adolescenza, tutte molto belle e impresse ognuna in una tonalità diversa, tra esse bella la prima con una scena popolare per la festa che vede innalzato l'albero della cuccagna;

numerosissime le citazioni relative ad eventi o località o personaggi, tra cui il Marchese di castiglione, il Conte di Solferino, Castel Goffredo, Castiglione delle Stiviere, Duchi di Mantova, Casalmaggiore, Pier Francesco Del Turco, Toscana, Bagni di Lucca, Firenze, Fiesole, cupola del Brunelleschi, Corte dei Medici, Mantova, Corte di Madrid, Compagnia di Gesù, Ignazio di Loiola, Ferrara, Pavia, Torino, Parma, Collegio Brera, Milano, Loreto, Boboli, stemma araldico,...

 

 

con ben12 tavole illustrative (litografiche?) fuori testo, a colori, eseguite da Dario Betti!

 

DI INTERESSE CULTURALE, ARTISTICO, SPECIALISTICO, DEVOZIONALE, STORICO-LOCALE, BIBLIOGRAFICO

Buona conservazione generale, segni e difetti d'uso e d'epoca, sparse fioriture, sgualciture e rotture alle piegature della sovraccopertina figurata; tavole illustrative meritevoli anche di essere incorniciate distintamente!

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Luigi Gonzaga, figlio del marchese Ferrante e di Donna Marta Tana di Sàntena, nato in una delle stanze del Castello di Castiglione il 9 marzo 1568; A ricordo di quel luogo, fra il verde in cima alla rocca c'è una stele (oggi nel palazzo gonzaghesco non è rimasta che la piccola Chiesa di S. Sebastiano e la Torre).
In quella casa Luigi abitò da ragazzino, nei brevi periodi che si alternavano ai lunghi viaggi che il padre Ferrante lo costringeva a intraprendere per le corti italiane ed europee. Il marchese desiderava infatti educare così il suo erede alla vita di corte ed addestrarlo alle arti diplomatiche, nelle quali i Gonzaga eccellevano per tradizione.
Mentre era alla corte di Spagna, ospite di Filippo II, nella mente del ragazzo prese forma l'idea di rinunciare al marchesato e di abbracciare la vita religiosa. A ritorno in Castiglione, la comunicazione di questo intento scatenò un dramma di famiglia. Ferrante, conscio dell'intelligenza e della rettitudine del figlio, non voleva rinunciare a un successore che avrebbe dato sicuramente lustro al casato. Convinto che potesse trattarsi di un capriccio adolescenziale, si adoperò in ogni modo per dissuadere il figlio, ora con rimproveri, ora con ricatti effettivi, ora tentando di distrarlo con viaggi e piacevolezze della vita mondana. Non servì a nulla. La collera del marchese si quietò soltanto dopo che ebbe visto il figlio, che si era ritirato in preghiera nella dimora estiva del Convento di Santa Maria, in preda a una mortificazione tale che non lasciava dubbi sulla fermezza e l'autenticità della sua vocazione. A 18 anni, firmato l'atto di rinuncia al marchesato in favore del fratello Rodolfo ( 2 novembre 1585), Luigi potè partire finalmente per Roma, per entrare, com'era suo desiderio, nella Compagnia di Gesù.
Alcune delicate vicende familiari lo avrebbero portato saltuariamente a casa ( in aiuto della madre ormai vedova per risolvere questioni diplomatiche o per porre rimedio ad alcune imprudenze del fratello Rodolfo). La sua giovane vita si concluse a Roma. Nella città imperversava una terribile epidemia di peste, effetto di uno spropositato afflusso di persone afflitte dalla carestia. Nonostante l'invito da parte dei Padri Gesuiti ad astenersi, volle prestare soccorso ad un malato caricandoselo sulle spalle. Contagiato dalla malattia, Luigi morì tre mesi dopo. Era il 21 giugno 1591, aveva solo 21 anni. Il processo di canonizzazione fù aperto nel 1607 da Paolo V. In quello stesso anno, quando la sua fama dilagava ovunque, il Papa autorizzava la stampa della sua biografia, scritta dal padre gesuita Virgilio Cepari, amico di Luigi. Il 31 dicembre 1726 venne proclamato santo da Benedetto XIII. Oggi S. Luigi è riconosciuto venerato in tutto il mondo come " il santo della gioventù".
Nel giugno 1991, in occasione della celebrazione del IV centenario della morte di S. Luigi, Castiglione ha ricevuto
la visita del Papa Giovanni Paolo II, il quale lo ricordò con queste parole: "Una figura che provoca l'universo giovanile del nostro tempo, diviso tra l'intima tensione a dare un significato pieno alla vita e le mode superficiali". Una lapide nella stanza antistante la Basilica del Santo ricorda quell' importante avvenimento. (dal web)

 




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