Rabelais, Gargantua E Pantagruel, Arte, Umorismo, Satira, Erotismo, Caricatura, Dubout

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RABELAIS

 

 

 

GARGANTUA ET PANTAGRUEL

 



 

 

Paris, Gilbert Jeune / Libraire d’Amateurs, 1957

 

Cm.26,5; pp. 336 + 349; brossura editoriale figurata.

 

 

 

 

 

Interessante magnifica edizione illustrata,

pregevole opera in due grossi volumi distinti, riuniti in un cofanetto,

volumi ampiamente illustrati nel testo da figure umoristiche-satiriche-erotiche a colori,

a cura dell'artista


DUBOUT

 

 

celebre opera, con trattazione di ardua sintesi,

con illustrazioni artistiche che rendono i volumi di gran pregio editoriale;

illustrazioni nel testo, in alcuni casi i disegni si estendono su doppia pagina, bella policromia e grafica generale;

 

opera immancabile nella collezione del bibliofilo, dell’umorista, del cultore d’arte!

 

dal colophon: "Cette edition en deux volumes…tiree sur velin  des papeteries de Navarre, est illustree de cent soixante dessins en couleurs  de DUBOUT. Mise en page par Louis Malexis, elle a etè achevee d’imprimer le …Les coloris ont etè executes sous la direction de l’Artiste par Monnier”.

 





 

DI INTERESSE ARTISTICO, LETTERARIO, UMORISTICO, SATIRICO, EROTICO, BIBLIOGRAFICO

Buona conservazione generale,  segni e difetti d'uso e d'epoca, sparse fioriture e usuali difetti vari marginali o così come visibili nelle immagini allegate, opera complessivamente molto ben conservata e probabilmente poco o mai sfogliata; segni d'uso al cofanetto in cartone e marginalmente alle veline protettive delle copertine.

(le immagini allegate raffigurano alcuni particolari dell'intera opera, eventuali ulteriori informazioni a richiesta)

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<<Lo spunto per l'opera venne a Rabelais da una stampa popolare di grande successo, che aveva come protagonista il gigante Gargantua. Rabelais si propose di raccontare le gesta del figlio Pantagruel: al comico che nasce dall'ingrandimento su sca la gigantesca delle funzioni fisiologiche dell'eroe, si aggiunge la minuzia nel descrivere particolari di situazioni incredibili. Visto il successo di questa prima opera, Rabelais rifece il modello originario con il "Gargantua" che, nella cronologia del racconto, precede il "Pantagruel". Tra i mille episodi del racconto famoso è quello del furto della campane di Notre- Dame, che offre l'occasione per una sarcastica rappresentazione del mondo universitario parigino. Costante in Rabelais è l'accoppiamento del racconto comico- fantastico a spunti di vivace realismo descrittivo. Frequenti l'acuta critica della società del tempo, le nette prese di posi zione ideologiche, come quella a favore del ritorno alla pura dottrina evangelica. Brani scanzonati e dissacranti si alternano con pagine di grande impegno intellettuale e di intenso fervore. Famosa, nel "Pantagruel", la lettera di Gargantua al figlio, in cui entusiasmo umanistico e slancio evangelico si uniscono. Il "Terzo libro", nonostante il titolo, è molto diverso dai precedenti. In primo piano è l'amico di Pantagruel, Panurge. Al posto dell'azione subentra la dissertazione sottile su due temi principali: la prodigalità di Panurge e un suo eventuale matrimonio. Nella tematica del matrimonio si riflette anche il dibattito di quegli anni sulla superiorità o inferiorità del sesso femminile. La pausa produttive e il particolare carattere del "Terzo libro" furono dettati da motivi prudenziali di fronte all'irrigidimento dei teologi della Sorbona, cui il re aveva dato carta bianca contro i sospetti di eresia. Ciò non gli impedì la condanna. Il "Quarto libro" racconta l'odissea di Pantagruel che va in Cina a consultare un oracolo in modo che Panurge possa decidere sul matrimonio. Il grande viaggio per mari e per terre inesplorate offre l'occasione per abbandonarsi al gusto del racconto favoloso, puntando particolarmente sulla descrizione di personaggi allegorici. Quando si manifesta il contrasto tra re di Francia e papa cattolico (1551-52) Rabelais introduce nel suo libro spunti filo-francesi: ha la disgrazia di stampare proprio quando i due contendenti si riconciliano, per cui non sfugge alla condanna del parlamento. Una continuazione del "Quarto libro" fu pubblicata postuma nel 1562 sotto il nome di Rabelais, con il titolo de L'Isola Sonante (L'Isle Sonante). E' una violenta allegoria contro la curia romana, ripresa più tardi nell'edizione completa del Quinto libro di Pantagruel (Cinquiesme livre de Pantagruel). Non si hanno argomenti né prove che si tratti proprio di un'opera di Rabelais. La critica propende a non attribuirla a Rabelais. Se anche la si dovesse attribuire a lui, deve esserci stato un intervento manipolatore, forse di uno scrittore ugonotto; altri ritengono che il testo non sia apocrifo, che che Tiraqueau ne sia stato il riordinatore. >>(dal web)

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