Risorgimento, Romagna, Orsini, Antica Edizione Illustrata

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FELICE VENOSTA

 

 

 

 

 

FELICE ORSINI

 

 

 

Milano, Barbini, 1862

 

Cm. 15,5; pp.155; bross. edit.fig.(difetti)

 

 

Interessante edizione antica e d'epoca, 

bel volume con all'interno un profilo storico e biobibliografico relativo ad uno dei protagonisti delle vicende risorgimentali italiane, con anche un'appendice documentaria;

numerose le citazioni di eventi persone e località, tra cui Imola, Nizza, Piemonte, Pieri, Gomez, Mazzini, Bernard, Allsopp, Napoli, Spagna, Tolone, conte Livio Zambeccari, Francesca Rcci, Ferdinando Borbone, Torino, Modena, sarzana, Giuseppe Fontana, Spezia, Bologna, Lugo,Pesaro, Barbetti di Russi, Forte S. Leo, Mantova, Colle di Tenda, Massa e Carrara, Valtellina, Tito Celsi, Tirelli, Rudio, Geninazzi, Teverzani, Achille Carati, Redaelli, Imbaldi, .....

Il tutto nei capitoli:

DALL'INFANZIA DI ORSINI SINO ALL'ANNO 1848

DAL 1848 ALL'ANNO 1849

DAL 1849 ALL'ANNO 1858

APPENDICE: INTERROGATORIO DI ORSINI; DIFESA DI GIULIO FAVRE; SECONDA LETTERA A NAPOLEONE III; TESTAMENTO: LETTERE VARIE

 

Edizione impreziosita da belle tavole f.t. xilografiche, 

con in antiporta l'illustrazione relativa alla esecuzione con ghigliottina davanti ad una moltitudine di persone, uomini donne bambini militari; una tavola corrispondente anche alla illustrazione di copertina (questa firmata Mola); una tavola lo vede in riva ad un ruscello nei pressi di un castello (o palazzo con fortificazioni); una figura nel testo raffigura una bomba. 

 

DI INTERESSE CULTURALE ARTISTICO STORICO BIBLIOGRAFICO

 Buona conservazione generale, segni e difetti d'uso e d'epoca, dorso rotto e legatura slegata, pertanto volume meritevole di rilegatura.

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Felice Orsini nacque, il 10 dicembre 1819, a Meldola, a pochi chilometri da quella Forlì che diede i natali a importanti figure del Risorgimento italiano, come Piero Maroncelli ed Aurelio Saffi.
Il padre Andrea, ex ufficiale al seguito di Napoleone durante la campagna di Russia, era iscritto alla carboneria ed era ricercato dalla polizia pontificia. A soli 17 anni Felice assassinò un uomo di fiducia del facoltoso zio e, per sfuggire alla legge, entrò in clandestinità, decidendo d’allora in poi di condurre una vita errabonda. Subì in contumacia la condanna all’ergastolo, ma nel 1846 venne graziato.
Seguace di Mazzini svolse attività rivoluzionarie nello Stato della Chiesa ed in Toscana. Partecipò alla Prima guerra d’indipendenza poi, recatosi in Ungheria, cercò di far disertare alcuni soldati dell’esercito austro-ungarico. Fu arrestato e inviato a Mantova, ma riuscì a fuggire con l’aiuto di una donna svizzera, che lo salvò mandandogli alcune lime nascoste dentro la copertina di un libro. L’evasione avvenne il 28 marzo 1856, in circostanze rocambolesche. Nello scivolare dal muro di cinta, infatti, Orsini abbandonò la presa a sei metri da terra e nel cadere riportò una grave lussazione ad una caviglia. Stette tutta la notte nel fosso asciutto che circonda la prigione e solo il mattino dopo riuscì a richiamare l’attenzione di un cacciatore che lo soccorse.
Nel 1857 Orsini ruppe i legami col Mazzini e cominciò a complottare per assassinare Napoleone III di Francia, che riteneva responsabile del fallimento dei moti rivoluzionari italiani del 1848-49. Il 14 gennaio 1858, con alcuni complici (Pieri, Rudio e Gomez), gettò tre bombe (da lui progettate, con mercurio fulminante come esplosivo e riempite di chiodi e pezzi di ferro, divenute una delle armi più utilizzate negli attentati anarchici col nome di Bombe Orsini) contro la carrozza dell'imperatore, che stava arrestandosi davanti al Teatro dell'Opera. L'attentato causò la morte di 8 persone ed il ferimento di 156, mentre Napoleone rimase incolume.
Dal carcere, senza chiedere la grazia, scrisse una lettera al sovrano francese, poi diventata famosa, che si conclude così: “Sino a che l’Italia non sarà indipendente, la tranquillità dell’Europa e quella Vostra non saranno che una chimera. Vostra Maestà non respinga il voto supremo d’un patriota sulla via del patibolo: liberi la mia patria e le benedizioni di 25 milioni di cittadini la seguiranno dovunque e per sempre”.
Napoleone III fu favorevolmente colpito da questa lettera e ne autorizzò la pubblicazione sulla stampa, che presentò Orsini come un eroe.
Camillo Cavour, vista la popolarità che aveva raggiunto la missiva, sfruttò la situazione per aumentare la sua pressione politica sulla Francia.
Felice Orsini venne ghigliottinato, insieme al Pieri, a Parigi il 13 marzo 1858. Essendo diventato famoso, furono subito pubblicate sue biografie: il primo testo inglese tirò ben 35 mila copie, mentre l’autobiografia italiana ebbe tre edizioni nel giro di cinque mesi. (dal web)
 
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