Sicilia, Catania, Rapisardi, Natura, Lucrezio, Edizione Con Ritratto, Da Collezione

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MARIO RAPISARDI 

 

 

 

LA NATURA DI LUCREZIO

 

 

 

Sandron, s.d. (ca.1900)

 

Cm.18, pp.306, bross. edit. (difetti)

 

 


Interessante antica edizione,

bel volume su buona carta a larghi margini intonsi, contenente i VI Libri di  T. Lucrezio Caro,

 

edizione impreziosita dal ritratto del Rapisardi inserito in antiporta;

 


 

 

DI INTERESSE CULTURALE, LETTERARIO, BIBLIOGRAFICO

 

Buona conservazione generale, segni e difetti d'uso e d'epoca, sparse fioriture e difetti vari marginali, vecchia firma exlibris.


(le immagini allegate raffigurano alcuni particolari dell'intera pubblicazione, eventuali ulteriori informazioni a richiesta)

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Nemico accanito del Carducci fu MARIO RAPISARDI, nato a Catania, nel 1844 e ivi morto nel 1912, professore nell'università della sua città natale e autore di poemi e di liriche. In un poema giovanile, che gli valse le lodi di Victor Hugo e lo fece salire in fama, “La palingenesi”, egli inneggiò ad una riforma della Chiesa e del Cristianesimo; accenti leopardiani ebbe in una prima raccolta di versi: “Le ricordanze”, e a un torbido misticismo improntò il bozzetto drammatico “Francesca da Rimini". Nel 1877, dopo una crisi di coscienza, rivelò il suo spirito ribelle in un poema, “Lucifero”, dal quale ebbe origine una violentissima polemica col Carducci, cui presero parte amici dell'uno e dell'altro poeta. Accostatosi al socialismo, ne divenne quasi il poeta ufficiale con la raccolta di liriche intitolata “Giustizia”.

Continuando il travaglio della sua coscienza, compose il più vasto e forse migliore dei suoi poemi, il “Giobbe”, grande allegoria in cui è rappresentata l'umanità, nella ricerca ansiosa, dai più antichi ad oggi, di scoprire il mistero dell'Universo. Nella piena maturità dell'arte, scrisse, dopo il Giobbe, due raccolte di liriche, “Le poesie religiose” ed “Empedocle”, che, con “L'asceta”, costituiscono il meglio dell'attività poetica del Rapisardi, il quale in esso si rivela poeta veramente forte. Con non scarsa efficacia, sebbene con accenti non di raro volgari, satireggiò uomini e idee nel poema “Atlantide”. Il Rapisardi fu anche traduttore. Volse dal latino Orazio e Catullo e meglio il “Prometeo liberato” dello Shelley e “La Natura” di Lucrezio. 


 


Il 28-giu-17 alle 01:30:03 CEST, il venditore ha aggiunto le seguenti informazioni sull'oggetto:

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