Trieste, Teatro Verdi, Lirica, Carlo Tagliabue, Fotografia d'Epoca, Raro Autografo

Valore stimato —349.3

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CARLO TAGLIABUE 

 

 

Interessante edizione d'epoca,

bella fotografia, raffigurante un suggestivo ritratto del noto cantante lirico (baritono)

 Carlo Tagliabue,

nell'abito di scena per una rappresentazione teatrale,

tenutasi probabilmente presso il Teatro Verdi di Trieste,


con in didascalia riferimenti alle opere ERNANI, DON CARLO RE DI SPAGNA,

spettacoli in cui l'attore evidentemente prese parte;



misura circa cm.14,5x10 (l'intero foglio); foto con prestampate scritte didascaliche in basso al margine; al verso timbro pubblicitario del fotografo triestino (De Rota ?); esemplare databile alla metà (o prima metà ?) del '900;


fotografia impreziosita da una dedica autografa dell'attore.


DI INTERESSE FOTOGRAFICO, TEATRALE, MUSICALE, STORICO-LOCALE, COLLEZIONISTICO

Buona conservazione generale, segni e difetti d'uso e d'epoca, usuali difetti vari marginali, complessivamente ben conservata per essere stata probabilmente sempre tenuta in un album.

(l'immagine allegata raffigura un particolare dell'intero foglio, eventuali ulteriori informazioni a richiesta)

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Carlo Tagliabue (Mariano Comense13 gennaio 1898 – Monza5 aprile 1978) è stato un baritono italiano.

Studiò a Milano con Leopoldo Gennai e Annibale Guidotti. Esordì nel 1922 a Lodi come Amonasro in Aida. Debuttò alla Scala nel 1930 e da allora la sua carriera si svolse nei maggiori teatri d'Europa, degli USA (dove cantò alla fine degli anni Trenta) e in Sudamerica.

Ritiratosi dalle scene nel 1962 (la sua ultima apparizione fu nei Pagliacci a Forlì accanto a Gianni Poggi), si dedicò all'insegnamento (tra i suoi allievi ebbe Giangiacomo Guelfi,Enzo SordelloFelice Schiavi), oltre a tenere sporadici concerti (l'ultimo a Madrid, nel 1968, all'Auditorio de la Enrisora, per Radio Juventud de Espana).

È sepolto nel Cimitero Monumentale di Milano, a fianco della moglie, la ballerina classica Ginevra Pratolongo.

Specialista del teatro verdiano, era dotato di una voce morbida e brunita, perfettamente timbrata in tutta la sua estensione, nonché di un fraseggio ampio e sicuro. Era in grado di eseguire impeccabili filati e mezzevoci.

Fu un grande Rigoletto, Germont (La traviata), Conte di Luna (Il trovatore), Don Carlo (Forza del destino, opera di cui ci ha lasciato due registrazioni, una del 1941 diretta da Gino Marinuzzi, l'altra del 1954 diretta da Tullio Serafin (1954).(dal web, wikipedia)

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